Giorno 1

Ispirata da questo territorio e dalla Divina Commedia di Dante Alighieri, ti introduco qui a questo percorso che vive di intuizioni ludico creative e di associazioni di parole che collegano questa terra all’opera, come a creare un continuum.

 

Partirò con il farti conoscere questi luoghi, e solo dopo ti mostrerò i parallelismi con la Commedia.

 

Ecco allora che si incomincia,

Nel 2018 prende forma questo cammino sulla base di quello del sommo poeta, quando esordisce così:

“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura”….

 

E’ dalla selva oscura infatti che parte il nostro cammino, in quanto siamo ai piedi di un Parco Nazionale fra i più biodiversamente ricchi che vi siano in tutta Europa, che per via della sua ubicazione nella cresta appenninica tosco-romagnola dove trovano il punto di incontro due fasce climatiche, quella continentale e quella mediterranea che danno origine a manifestazioni vegetali tipiche dei due climi, aumentando rispetto ad altri luoghi la ricchezza di questo habitat per le specie sia vegetali che anche animali, trova il punto di partenza questo nostro cammino, che ripercorre le tracce di quello di Dante che lo ha percorso prima di noi nel suo esilio, trovando in questa zona ricovero presso i monasteri e i castelli dei signori locali, essendo questa la terra che lo ha accolto nel primissimo momento dalla cacciata da Firenze, e nel quale periodo ha incominciato la stesura della sua opera somma, in quanto in cima a questa porzione di appennino che è ai confini con la provincia di Firenze, si scorge il panorama di questa città, per cui Dante che da qui poteva goderne la vista vi è rimasto per più tempo, questa la mia ipotesi.

Si vede bene infatti, nella cima del monte Falterona, 1654 mt. s.l.m., che lui cita nella Divina Commedia, la sua bella città natia.

 

La teoria del fatto che da qui Dante abbia scritto una parte significativa della Divina Commedia, e che ne abbia voluto mettere degli indizi che tracciassero questo territorio, è la teoria che ti presenterò proprio percorrendo questo cammino man mano che procederemo, che è anche in parte avvallata da studi di dantisti.

 

Il poeta era uno stratega della parola, e ne conosceva bene la forza evocativa, riuscendo a dare vita a immagini mentali di forza e impatto evidenti, è infatti dalla parola che tutto prende vita.

Questo sulla Parola è un postulato che anche in questo cammino emergerà forte, infatti se ne evincerà che è dal corretto uso delle parole che queste riescono a plasmare la nostra vita, interagendo prima dentro di noi nella nostra mente e poi al di fuori di noi nel contesto che ci circonda; quindi questo percorso nasce con l’intento di farti prendere coscienza del fatto che siamo tutti collegati gli uni agli altri,  e peregrinando in questo territorio che ha in se questo messaggio da veicolare, da me semplicemente messo in evidenza tramite momenti di riflessione sugli argomenti che ti proporrò, e dei silenzi che vivrai camminando solitaria in questo cammino, che spero emerga in te questa consapevolezza.

Perciò il cammino tratta direttamente del funzionamento della macchina umana e delle sue interazioni fra soggetti e ambiente.

 

Affronteremo insieme questo percorso iniziando dal paese di Bagno di Romagna, che coinciderà con il tuo punto di arrivo in un giro ad anello lungo 9 giorni, nel quale se vorrai potrai aggiungervi un giorno in più così da completarlo in uno sforzo che va oltre l’ordinario.

La buona riuscita di questa esperienza dipenderà dalla tua resilienza e dalla tua curiosità del fin dove riesco a portarti fuori da te verso un insieme più vasto.

 

Introduciamo quindi informazioni su questo paese necessarie a conoscerlo, Bagno di Romagna conta quasi seimila abitanti, si festeggia come patrona Maria SS.ma Assunta il 15 Agosto, e di qui passa il fiume Savio che è ricordato nella Divina Commedia al canto 27 dell’inferno.

Nel procedere del nostro cammino ci sposteremo verso ovest rispetto a questo luogo, e vedremo che i centri abitati andranno sempre più spopolandosi, per poi tornare in questo paese che risulta essere quindi il più gremito fra i tanti che incontreremo.

 

Anche dal nome possiamo estrapolare qualche informazione utile, infatti nel toponimo Bagno di Romagna è espressa la sua vocazione come luogo, in quanto qui ancor prima della dominazione  romana venivano praticati i bagni termali, essendo questa una zona vocata al termalismo con le sue acque benefiche che danno al corpo salute, rilassatezza, e pulizia.

Quindi in questo paese ci si prende cura del corpo in un’abluzione che simbolicamente evoca una pulizia dell’anima.

 

Dopo aver fatto un tuffo in queste acque ci dirigiamo verso Spinello, che porta sotteso nel proprio toponimo-acronimo il concetto di cui si fa messaggero, infatti nella mia indagine del territorio ho scoperto essere il nome di questa piccola frazione di montagna, che sarà l’arrivo della tua prima tappa, la contrizione di SPINa dorsalE cerveLLO.

 

Quindi da Bagno di Romagna con la cura del corpo ci dirigiamo a Spinello, che nel suo acronimo esplicita la dialettica che si sviluppa fra il corpo con i suoi 5 sensi che raccolgono dal mondo esterno gli impulsi che ne derivano, e li tramutano in segnali nervosi che arrivano all’interno di noi, tramite l’interpretazione di questi nell’encefalo.

Infatti le sollecitazioni dall’esterno vengono tramutate all’interno di noi in impulsi nervosi, che arrivano correndo lungo l’apparato nervoso periferico e poi centrale, alla zona del nostro cervello deputata alla decodificazione di questi segnali e quindi alla risposta adeguata.

Ecco che per via di questa dialettica non stop si ha una comunicazione fra il fuori e il dentro di noi, e vice versa.

 

Il toponimo si fa portatore enunciante del concetto appena espresso, e la vocazione del luogo stesso viene rimarcata anche fattivamente tramite un parallelismo nella morfologia urbanistica della parte alta dell’abitato con il cervello, che risiede appunto nella parte culminante del nostro corpo.

Infatti prese congiuntamente queste due situazioni, quella urbanistica e quella anatomica, mettono in evidenza una similitudine che ritorna in tutti e due gli apparati, possedendo appunto la stessa forma a labirinto, infatti camminando fra le vie dell’abitato di questa frazione, nella zona alta di più recente costruzione, ci si rende conto che si deve fare attenzione a non perdere l’orientamento essendo appunto la struttura urbana a forma di labirinto.

 

E’ con il corpo che noi riceviamo le sollecitazioni dal mondo e la mente le traduce, facendoci percepire che è nel tempo lineare che queste avvengono, e nel giorno 2 approfondiremo questo concetto.

 

Fra i nomi dei luoghi che incontreremo e le caratteristiche proprie di questi stessi riscontreremo sempre dei rimandi, come a testimoniare della giusta interpretazione delle mie intuizioni.

 

 

Consiglio la visione di questi video

 

  Le capacità cerebrali

 

  Come la spina dorsale è connessa a tutti gli organi

 

  Bagno di Romagna - Tutta la forza dell'acqua

 

  Le Regioni biogeografiche

 

 

 

giorno successivo »